Una corretta diagnosi per una efficace terapia

 

Il grande impegno nella ricerca medica e la capacità di trasferire rapidamente le applicazioni cliniche da questa derivanti, ha caratterizzato l’ultimo decennio della scienza medica nel campo della diagnosi e cura delle malattie muscolo-scheletriche. In queste il dolore è il sintomo più frequente ed invalidante che ha implicazioni neuropsicologiche e comportamentali tali da modificare radicalmente la vita di relazione della persona che ne è affetta, pertanto una tempestiva e corretta diagnosi e terapia rivestono una fondamentale importanza.

Nel dolore muscolo-scheletrico è utile definire la fisiopatologia dei diversi processi morbosi che lo provocano poiché sono disponibili farmaci specifici capaci di agire con buona selettività. Per brevità possiamo classificare il dolore in quattro categorie principali:

  • Nociocettivo (ad esempio trauma, ustione, puntura di spillo)

  • Neuropatico (danno diretto del nervo sensitivo, sciatalgia)

  • Infiammatorio (sostanze infiammatorie che stimolano piccole terminazioni nervose, muscolotendinee e articolari come nella gotta o artrite reumatoide)

  • Funzionale (ipereccitabilità delle fibre nervose sensitive periferiche, alterata elaborazione nel sistema nervoso centrale, per es. nella sindrome fibromialgica.

Per ognuna di queste categorie oggi esistono specifici farmaci con un buon rapporto terapeutico costo-beneficio.

E’ utile sottolineare come più tipi di dolore possono essere attivi contemporaneamente in un processo patologico. Per la persona che soffre di dolore muscolo-scheletrico sono fondamentali la giusta diagnosi e le terapie mirate alla malattia di base ed al sintomo dolore nelle sue varie componenti. Ad esempio nella diagnosi e terapia delle cervicalgie e delle lombalgie croniche una valutazione accurata della colonna vertebrale, oltre ad una attenta analisi delle patologie vertebrali e del disco intervertebrale, deve comprendere uno studio clinico approfondito della componente miofasciale (muscoli e loro tendini). E’ proprio mirando una terapia specifica alla componente miofasciale del dolore lombare e cervicale ed in particolare al dolore infiammatorio e funzionale, che il medico può dare una soluzione alla persona che ne soffre. Un esempio di progresso nella diagnosi dei processi infiammatori cronici che colpiscono le articolazioni degli arti è il test di laboratorio chiamato Anticorpo Anti-Citrullina (AntiCCP).

Tra le artriti croniche, l’Artrite Reumatoide è una malattia estremamente dolorosa per la cura della quale assume grande importanza una diagnosi precoce ed una immediata terapia mirata alla prevenzione dei danni organici che può provocare (articolari, cardiovascolari).

Qualora il sospetto diagnostico fosse l’artrite reumatoide, il reumatologo fino ad oggi poteva avvalersi di alcune indagini di laboratorio tra le quali il Reuma-test e il Test Waaler Rose. Tali test hanno lo svantaggio di risultare positivi frequentemente anche in persone sane (false positività).

Oggi è disponibile, presso centri biomedici altamente qualificati, il test dell’anticorpo Anti-Citrullina. Il test AntiCCP è dotato di elevata specificità per la diagnosi dell’artrite reumatoide. Il Test AntiCCP si esegue su un prelievo di sangue ed è indicato in soggetti con dolore articolare infiammatorio cronico delle articolazioni degli arti, ed in soggetti che hanno nella parentela diretta casi accertati di artrite reumatoide. Questi sono due esempi di come l’approccio medico scientifico alla cura delle malattie muscolo-scheletriche ha avuto notevoli sviluppi negli ultimi anni. Benché la sfida non sia stata vinta del tutto, la qualità della vita delle persone che soffrono del dolore muscolo-scheletrico è decisamente migliorata.

 

 

Dott. Sandro Parrotto

Medico Chirurgo

Specialista in Reumatologia

Laboratorio Analisi Cliniche Alessandrini